Social Media

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Twitter Icon
  • Grey YouTube Icon

© 2017 Alessandro Mario Toscano

Cerca
  • 3minutes

Tor Bisanzio


Dopo vallate di ulivi e mercanti di terracotta, arriviamo nel quartiere di Tor Bisanzio, periferia est di Seminara, diretti al Sacro Monastero Ortodosso dei SS. Elia il Giovane e Filareto l'Ortolano.

Fondato dall’imperatore Leone VI il Sapiente nel X° secolo e ricostruito dopo secoli nel 2005. Ci presenta all’igumena Madre Stefania, Giuseppe Ferraro, fine ceramista prestatosi volontariamente come molti altri suoi compaesani alla costruzione dell'edificio religioso, un luogo di culto ortodosso costruito da credenti e miscredenti. Con Madre Stefania iniziamo un bel discorso, che presto prende la forma di una gara a chi ne sa di più di santi e cultura bizantina in Calabria. Spunta il nome di San Fantino il Vecchio, amico dei poveri, detto Il Cavallaro per via del suo mestiere. Il più antico santo calabrese storicamente provato, nato a Taureana di Palmi nel 294 D.C., venerato sia dai cattolici che dagli ortodossi. Il giorno dopo la nostra visita nella Bassa Calabria, Papa Francesco incontra a l'Habana Kirill, sedicesimo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Inizio a pensare: San Pietro abbraccia San Basilio, i Tor Bizantini che si adoperano per un culto non loro....mmhhhh....Shahzad ecco cosa dimentico.

Estate 2014, a Tor Pignattara viene ammazzato a calci e pugni Muhammad Shahzad Khan, 28enne pakistano. Alle undici di sera canticchiava per strada, "al palo della morte" (cit.), una nenia in arabo, vestito in abiti religiosi. Probabilmente delle Sure del Corano, preghiere rivolte all'anima di un suo familiare morto di recente.

A qualcuno avrà dato troppo fastidio. E visto che "io sò io" e un pakistano non è un c...o, vado e l'ammazzo! La storia si ripete, il forte contro il debole, l'alto contro il basso.

Siamo in un quartiere difficile con una massiccia presenza di immigrati, dove gli odi e le violenze strisciano ai piedi della precarietà, dell'indigenza, dei diritti negati, della falsa identità. Falsa tanto quanto la mia: nato a Cosenza da genitori italiani, ma con il cuore a Bisanzio e l'anima nel Partenone.

L'identità non la si compra, nè la si eredita, ma la si costruisce tutti i giorni insieme agli altri abitanti del "villaggio".

Identità è bene comune, è Pace. Il Popolo della Pace marci da Via Pavoni a Porta Furba (Roma), sacrificando la rodata Perugia Assisi.

E' in questi fazzoletti di terra che va riconquistata e consacrata la supremazia del libero pensiero insieme al diritto alla pratica di uno sport disciplinato, con etichette e regole precise, che ci faccia eliminare quelle tossine che attentano alla salute della nostra mente, restituendole serenità e autocontrollo.

Il Karate comincia con un saluto e finisce con un saluto.

Torno infine a pochi chilometri da Tor Bisanzio, precisamente a Taureana, nella cripta dove pregava San Fantino, e come un pellegrino russo dell'ottocento intono la Preghiera del cuore per Shahzad seguendo il ritmo del mio respiro:

Κύριε Ἰησοῦ Χριστέ, Υἱὲ Θεοῦ, ἐλέησόν με τὸν ἀμαρτωλόν / Kyrie Iisù Christé, Iié Theù, eléisòn me tòn amartolòn / Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.

#politica #società #viaggio #calabria #fotografia #religione

17 visualizzazioni